News ed eventi

Rimani aggiornato sulle nostre attività

%PM, %18 %613 %2016 %13:%Mag

Chirurgia e aeroplani: leggende e realtà.

Nonostante siano passati anni dall'episodio dichiarato dalla nota donna di spettacolo Carmen Di Pietro, alcuni pazienti e qualche amico mi chiedono ancora se è vero che le protesi mammarie possono esplodere quando l'aereo ha preso quota.

Questa leggenda metropolitana è rafforzata nell'immaginario dal fatto che ad alta quota la pressione atmosferica è più bassa che al livello del mare. Questo dato della fisica, spiego sempre a questi amici, può influire moltissimo sulla cottura degli spaghetti, ma non sullo stato delle protesi.

Cerco di spiegare nei dettagli. Le attuali protesi sono fatte interamente in silicone coesivo, un po' più rigido all'esterno e più morbido al centro; quelle di vecchia generazione sono costituite da un involucro in silicone coesivo che racchiude del silicone liquido o della soluzione fisiologica, vale a dire acqua salata: in nessun caso contengono aria. In nessun caso, dunque, le protesi mammarie potrebbero esplodere, nemmeno ad alta quota. Aggiungiamo il fatto che le cabine degli aerei di linea sono pressurizzate, al punto che la pressione al loro interno rimane simile a quella al suolo prima del decollo, o in qualche caso scende come a quota 500 metri, mai oltre.

Come spiegare allora gli episodi descritti? Semplice: la simpatica Carmen ha semplicemente subito la rottura della capsula fibrosa che sempre si forma attorno alle protesi, e questo è un evento che può verificarsi in qualsiasi momento, in aereo come sul divano di casa, quando la dimensione delle protesi è esagerata rispetto al distretto corporeo che deve contenerle. In un caso analogo, molto più recente, una giovane londinese stava tornando da un viaggio di "turismo chirurgico" a Praga dove, come spesso accade, le erano state impiantate due bombe atomiche per assecondare, in maniera gravemente errata, i suoi desideri; la dimensione esagerata delle protesi, non la pressione atmosferica, ha provocato l'apertura delle ferite chirurgiche con fuoriuscita delle protesi stesse, che sono state poi completamente rimosse in urgenza a Londra.

I voli in aeroplano non sono dunque nemici degli interventi chirurgici?

A dire il vero alcuni accorgimenti sono necessari: per esempio dopo un'importante liposcultura il paziente deve indossare delle guaine molto strette che in alcuni casi possono parzialmente ostacolare il ritorno del sangue venoso dalle gambe; stare in posizione seduta durante un lungo volo, come del resto durante un lungo viaggio in autobus, potrebbe causare la formazione di un coagulo in una grossa vena della gamba. È il motivo per cui si raccomanda, anche a persone sane e non operate, l'uso delle calze elastiche compressive (almeno 140 mm Hg) durante i lunghi voli intercontinentali.

E la terapia con filler, botulino, fili di sospensione?

Per quelle piloti ed assistenti di volo sono spesso affezionati pazienti. Si tratta di trattamenti ambulatoriali ai quali molte persone si sottopongono durante le brevi soste nella città dove esercita il loro medico estetico o il chirurgo plastico di fiducia. Dopo queste sedute, infatti, le precauzioni da osservare sono poche: evitare l'esposizione a lampade abbronzanti o a fonti di calore eccessive, e talvolta rinunciare al trucco per una mezza giornata; nulla quindi, che impedisca il volo, dopo aver modulato col botox l'azione eccessiva di quei muscoli che approfondiscono alcune rughe, o dopo aver ripristinato le giuste forme ed i corretti volumi di labbra, viso o corpo con filler.

Bisogna allora salire per forza su un aereo, per trovare il chirurgo giusto?

No, non sempre: certamente, in un periodo dove gli spostamenti sono diventati per molti quasi una routine, possiamo dire che prendere un volo per recarsi dall'operatore che già si conosce, e del quale sono note le capacità e la professionalità, non è una cosa che pesa; se poi approfittiamo del viaggio per goderci un bel fine settimana in una bella città, doppio vantaggio.

Dr. Marco Muggiani
CHIRURGIA PLASTICA ESTETICA
MEDICINA ESTETICA

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Cookie Policy Chiudi